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I retini di stampa e la mescolanza visiva

Tempo di lettura: 2 min

Nella stampa i colori non si mescolano fisicamente, come si farebbe con le tinte adoperate in pittura. Basta osservare la fotografia di un giornale o di una rivista con una lente di ingrandimento, oppure un manifesto di grandi dimensioni a distanza ravvicinata, per accorgersene (in alto potete vedere una foto che ho scattato ad un giornale attraverso una lente di ingrandimento). Noterete che l’immagine è composta da innumerevoli punti di colore che si sovrappongono solo parzialmente, variando di diametro a seconda dell’intensità della tonalità da riprodurre nelle diverse zone. Sono molto piccoli nelle parti chiare, più grandi nelle parti scure e rinforzati da altri punti neri in corrispondenza delle parti più scure.

I retini, veli di colore

A causa delle loro dimensioni, non è possibile distinguere i singoli punti di stampa, che percepiamo come veli di colore. É nel nostro occhio che in effetti si sommano, creando ogni possibile sfumatura attraverso la “mescolanza visiva”.

Ciascun velo di punti colorati che forma un’immagine è denominato retino.

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La retinatura

Prima della stampa le immagini e gli elementi grafici vengono scomposti nei colori primari di quadricromia attraverso la cosiddetta “retinatura“. Per ogni colore si crea un apposito retino, formato da punti posti a distanza regolare tra loro che possiedono un diametro variabile a seconda dell’intensità con la quale il colore va riprodotto.

Se i punti di ogni retino si sovrapponessero esattamente a quelli degli altri il solo colore che avremmo sarebbe il cosiddetto “bistro” (scopri di più sul bistro nella sintesi sottrattiva).

Inclinazione dei retini

Per evitare errori e mantenere la massima fedeltà alle tonalità originarie, i retini devono essere incrociati sulla pagina con differenti inclinazioni: generalmente il nero viene posto a 45°, il magenta a 75°, il giallo a 90° ed il ciano a 105°. Nella retinatura convenzionale i punti sono di dimensioni variabili. Più i punti sono piccoli e ravvicinati, maggiore è la definizione dell’immagine.

inclinatura retini di stampa


Articolo a cura di: Del Re Valerio
Dott. in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono l'ideatore del blog Robadagrafici.com e mi occupo di comunicazione visiva, grafica e web, per le aziende.
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