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Amore ed odio tra Grafico ed Account. Istruzioni per l’uso

3 min

Premessa

Lavorare in squadra non è mai semplice. Bisogna avere buona predisposizione e capacità di lavorare in team, ossia operare tutti nella stessa direzione per il raggiungimento di tutta una serie di obiettivi comuni dell’agenzia, che possiamo racchiudere tutti nella macrocategoria del successo aziendale, quantificabile nel prestigio acquisito e, ovviamente, nella gratificazione economica. Questi due aspetti, di norma, dovrebbero viaggiare di pari passo.

I risultati che portano a questo successo derivano da due fattori importanti e la chiave di esso è bi-direzionale. Cerchiamo di chiarire meglio il concetto.

Se da una parte vi è il desiderio dell’agenzia di realizzare un prodotto tecnicamente perfetto, valido e funzionale alle richieste del progetto richiesto, dall’altra vi è la soddisfazione del Cliente in termini di qualità del prodotto, ma soprattutto corrispondenza del risultato con quanto desiderato al momento dell’assegnazione del lavoro. Molto spesso, infatti, i desideri dei clienti valgono più degli effettivi riscontri ottenuti dal pubblico.

Le convinzioni del Grafico

Quando un Grafico lavora in stretto rapporto con un Account, in parole (molto) povere un intermediario che cura il rapporto tra l’esecutore del lavoro ed il Cliente, si trova spesso a dover modificare il proprio lavoro, in cui confluiscono le proprie passioni, la propria esperienza e soprattutto la propria immedesimazione con il prodotto (come il metodo Stanislavskij per gli attori), secondo le direttive e le richieste che di volta in volta gli vengono presentate/imposte dall’Account di turno.

grafico

Pur sapendo quindi di star compiendo scelte sbagliate, piccoli errori tecnici che mai avrebbe commesso, si trova a dover sbagliare di proposito, accontentando le richieste del Cliente. Ciò comporta talvolta uno “scontro” con l’Account, colpevole, a suo dire, di non aver imposto la linea grafica corretta.

L’Account: un uomo chiamato contratto

“E’ un brutto lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.”

L’Account è una pallina durante una partita di tennis. I due giocatori ovviamente sono il Grafico ed il Cliente. Egli deve essere capace di cogliere le richieste del Cliente, riferirle al Grafico ed ottenere dal confronto un risultato soddisfacente… soddisfacente da entrambi le parti, non solo per il Cliente.

account

Il suo lavoro è semplice nel momento in cui il Cliente decide di affidarsi in toto all’agenzia pubblicitaria, conscio del fatto che “ognuno fa il suo lavoro” e che i suoi desideri debbano modellarsi sulle conoscenze tecniche e sull’esperienza acquisita dai “creativi della comunicazione”, grafici o webdesigner che siano.

Il discorso si complica, per assurdo, quando il Cliente ha le idee chiare su cosa vuole (a livello grafico) e vuole un risultato esattamente come desiderato, senza possibilità di contrattazione. Inutile provare a correggere il tiro. L’Account, chiuso l’incontro con il Cliente, sa già che sarà “cazziato” dal Grafico e non potrà fare niente per evitarlo.

Come comportarti se sei un freelance

Se sei un freelance, sei un Grafico ma devi per forza di cosa essere anche il tuo Account.
Se sei un freelance, non vorresti essere un freelance per non essere un Account.
Se sei un freelance, capisci lo sforzo mentale dell’Account e vorresti adottarne uno.
Se sei un freelance, impari che non sempre ciò che è corretto, è ciò che riuscirai a fare.

È un po’ brutto da dire ma talvolta bisogna imparare a giungere a compromessi, non certo prima di aver lottato per far capire ad un Cliente le eventuali scelte sbagliate che sta compiendo. Se poi questi non vuol sentir ragione, bisogna sapersi un pò disinnamorare del prodotto realizzato e rimodellare il risultato.

P.s.: va bene tutto ma non il Comic Sans.

Conclusioni

L’Account non vuole essere un ostacolo per la vita di un Grafico, bensì un aiuto, non vuole mettergli i bastoni tra le ruote, ma oliarne gli ingranaggi. Superiamo i preconcetti sugli Account, non è vero che non capiscono niente di comunicazione e rovinano sempre tutto (talvolta invece si). Semplicemente, alle volte, si trovano a lottare battaglie perse, ma devono comunque “portare la pagnotta a casa”.

Magari, senza un buon Account, un ostinatissimo Grafico non giungerebbe ad un valido compromesso col Cliente e di conseguenza non porterebbe a termine il proprio lavoro.

Per tutte queste ragioni, un Account, un Grafico dovrebbe solo amarlo.

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Articolo a cura di: Del Re Valerio
Dott. in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono l'ideatore del blog Robadagrafici.com e mi occupo di comunicazione visiva, grafica e web, per le aziende.

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