Grafica

Le 20 regole “must” del designer

20 Regole must Designer

Ispirazione: Elementi di grafica – Forma visiva e comunicazione – Logos

“Le regole possono essere infrante ma mai ignorate.”
David Juri – Tipografo

1) Partite da un concept

Per quanto sorprendente, un oggetto privo di messaggio chiaro è un guscio vuoto: la prima regola è la massima semplicità.

2) Comunicate – non decorate

“Ah però! Bello!…Ma cos’è?”. Ecco questo non deve avvenire MAI.
La forma veicola il significato, semplice o astratto, e una forma non appropriata ad un determinato messaggio comunica messaggi non internazionali.

3) Esprimetevi con un unico linguaggio visivo

Osservate il tutto, partendo da una visione generale per giungere ai minimi dettagli e chiedetevi se ogni elemento è correlato.
Il linguaggio visivo deve essere supportato dagli elementi che lo costituiscono: forma, peso, posizionamento ma anche sul piano concettuale.

4) Utilizzate due famiglie di font, dai anche tre

Scegliete sempre caratteri tipografici per scopi specifici. Ogni famiglia di caratteri ha un suo significato o funzione. Spesso basta anche solo una famiglia che abbia diversi pesi, corsivi o grassetti, per dare un significato forte. Possiamo usare eventualmente un’altra famiglia per dare una texture al tutto…e se proprio dobbiamo ne aggiungeremo massimo un’altra. L’importante è non esagerare o instilleremo nel lettore confusione e stanchezza di lettura.

5) Presentate una cosa per volta

Create una “gerarchia” visiva, ovvero l’ordine con cui gli oggetti vengono presentati al lettore, questo è un aspetto importante per l’accessibilità e la facilità d’uso. Attirate lo sguardo del lettore su un aspetto importante, poi guidateli verso il resto.

6) Scegliete i colori appropriati

Non scegliete colori a caso, siate consapevoli degli effetti esercitati dalle combinazioni cromatiche e, soprattutto, dal loro significato per l’osservatore. Il colore esprime significati psicologici ed affettivi. E’ importante inoltre evitare di considerare determinati colori o combinazioni cromatiche basandosi su presupposti convenzionali. Scegliete colori appropriati, non scontati.

7) Se potete limitare la quantità di elementi ed ottenere lo stesso risultato, fatelo

Il modernismo ci ha insegnato che “il meno è più“. Più che un dogma estetico si tratta di buonsenso: troppi elementi in un determinato spazio, fanno perdere o confondere il significato finale. Esiste una sostanziale differenza tra “complicato” e “complesso”, una qualità quest’ultima che risiede spesso in contesti semplici. Bastano pochissimi elementi estetici per comunicare un’esperienza ricca di contenuti. Se l’idea è chiara, aggiungere ulteriori elementi risulta superfluo.

8) Lo spazio negativo è magico: createlo, non limitatevi a riempirlo

Lo spazio negativo, definito “spazio bianco” (anche in assenza di questo colore) è più importante rispetto agli elementi che lo contiene. Lo spazio richiama l’attenzione sul contenuto, lo separa dal contesto ed offre riposo agli occhi. La mancanza di spazio negativo affatica e crea confusione.

9) Il carattere tipografico ha la stessa importanza di un’immagine

Il Font è materiale visivo costituito da linee e punti, forme e texture, necessita di collegamenti relazionali con tutti gli elementi del progetto, indipendentemente dalla loro eterogeneità.

10) Il carattere tipografico deve essere amichevole

Un carattere illeggibile è privo di scopo. Ricordate che il carattere tipografico ha una forte valenza espressiva, può essere modificato in modo da stabilire una relazione creativa tra gli elementi strutturali all’interno del linguaggio, riflettere i valori di un determinato pubblico e fare riferimento a uno specifico contesto cultural-popolare.

11) Siate universali, non è di voi che dovete parlare

Il significato che avete attribuito a forme, colore e immagini è destinato a un pubblico esteso, non ad alcune persone “del settore”.
La chiarezza del messaggio è importante e trascurare questa “minuzia” può portare a conseguenze più o meno gravi.

12) Unite e separate

Create contrasti di densità e ritmo accostando alcuni elementi ed avvicinandone altri, siate ritmici. L’omogeneità di dimensioni, peso, colore e distanza porta alla piattezza visiva e quindi alla mancanza di significato. Nulla contribuisce maggiormente a distruggere una meravigliosa idea di un layout banale privo di tensioni.

13) Distribuite luci ed ombre

Ispirarsi al mondo della fotografia è un’ottima cosa, applicate un’ampia gamma di valori tonali.
Ansel Adams, famoso fotografo di paesaggi, aveva delineato un sistema di valori tonali in nove zone ed era convinto che un numero inferiore non consentisse al fotografo di esprimere tutte le sue potenzialità.
Concentrate le aree di oscurità e luce estreme in posizioni diverse, create esplosioni di luminosità e profonde correnti di oscurità.
Bilanciatele con sottili transizioni tra i valori correlati e fate in modo che la differenza tra chiaro e scuro sia immediatamente comprensibile.

14) Siate decisi

Fate in modo che l’aspetto di un oggetto sia univoco. Il processo di comprensione del materiale visivo si basa prevalentemente sulla capacità di distinguere la differenza tra gli oggetti. La determinatezza trasmette all’osservatore un senso di sicurezza, facendogli pensare di aver compreso appieno il messaggio. Le debolezze e le incertezze fanno sorgere le riflessioni negative anche se razionalmente l’osservatore non sarà in grado di capire dove ha origine questa sensazione di inadeguatezza.

15) Misurate gli spazi con gli occhi, il design è visivo

Come sappiamo, un oggetto corrisponde al suo aspetto, quindi è importante che l’aspetto effettivo sia esattamente quello previsto.
La vista funziona in maniera singolare, delle volte può essere ingannata da stimoli visivi, come nel caso delle illusioni ottiche.
Se l’osservatore percepisce i due elementi come allineati, è come se lo fossero realmente. Se vi avvalete della misurazione e i due elementi non sembrano allienati, il fatto che lo siano realmente conta ben poco.

16) Cercate di creare voi le vostre immagini

Nulla è più banale di usare una fotografia presa da un archivio vista in tutte le salse e contesti, non affidatevi a ciò che già esiste.
Create ciò di cui avete bisogno nel migliore dei modi e se non siete capaci, pagate qualcuno che lo faccia per voi.

17) Ignorate la moda!

Eh…questo decisamente potrà sembrarvi davvero strano ed è sicuramente una regola difficile da seguire.
Ogni epoca ha preferenze ed aspettative specifiche in merito alla comunicazione. Se vi concentrate sul significato e non sulle aspettative del pubblico in fatto di scelte stilistiche alla moda, potrete ottenere diversi risultati interessanti. Innanzitutto perchè il vostro lavoro avrà un significato maggiore, unico e sarà più longevo nei ricordi, in secondo luogo, chissà, potrebbe finire pure nei libri di storia.

18) Staticità fa rima con banalità.

Purtroppo molti pensano che i contenuti visivi bidimensionali siano piatti e senza vita. E’ per questo che da oltre 1000 anni i pittori e i designer di tutto il mondo lavorano per creare l’illusione del movimento tridimenzionale su una superfice piana. Offrite all’osservatore il movimento all’interno di uno spazio, altrimenti sarà poco propenso a capirne il significato del messaggio.

19) Guardate alla storia, ma non ripetetela

Il design del passato ha una sua funzione molto importante, è fonte di ispirazione per molti, ma l’importante è che il designer sappia sempre che le regole della comunicazione hanno subito fondamentali cambiamenti e spesso non sono applicabili ai giorni nostri.
Prendete spunto dal lavoro degli altri ma siate creativi.

20) La simmetria è il peggiore dei mali

Le disposizioni simmetriche sono generalmente statiche e offrono poco movimento, peggio ancora, rendono difficoltosa l’integrazione di materiale visivo asimmetrico e limitano l’uso di contenuti non idonei a un modello simmetrico. Il formato presenta sempre un asse centrale – e questo è un dato di fatto – ma perché far sì che sia lui a dettar legge? Chi comanda siete voi.

Ora che siete a conoscenza delle regole di base, potete seguirle, o meglio: Infrangerle!

articolo a cura di Lanfranco Nantele




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Autore: Valerio Del Re

Dott. in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni,
Grafico e Web Designer freelance, CEO presso Robadagrafici


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